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“Con un po’ di fortuna e abilità nel 2021 si potrà tornare ai livelli pre covid”

“Con un po’ di fortuna e abilità nel 2021 si potrà tornare ai livelli pre covid”

Tra ripresa del mercato immobiliare dopo l’emergenza e opportunità offerte nella ristrutturazione grazie al superbonus, il gruppo Gabetti ha di che essere ottimista sullo sviluppo delle attività dei prossimi mesi. Che vedranno sempre più affermarsi le agenzie immobiliari che maggiormente hanno saputo approfittare del lockdown per aggiornarsi anche sotto il profilo tecnologico. Ne abbiamo parlato con Marco Speretta, direttore generale del gruppo Gabetti.

“Il lockdown ci ha offerto l’opportunità di avere tempo a disposizione per fare mente locale, mettere ordine, e poi sapere dove intervenire per lavorare meglio e guadagnare altre quote di mercato, – spiega Speretta a idealista/news. – Le nostre agenzie stanno sviluppando nuove modalità di lavoro e sono pronte a cogliere ogni occasione, anche alla luce dei bonus per la riqualificazione, attività che sta diventando per noi sempre più centrale”.

Come hanno agito le agenzie Gabetti durante il lockdown per riaffrontare la riapertura?

“Nella prima fase sono stati dati spunti di formazione per poter sfruttare il tempo aggiornandosi, approfittandone per colmare qualche carenza. Poi sono stati forniti strumenti per orientarsi tra i vari decreti ed essere pronti a ripartire in sicurezza. Intanto abbiamo fatto un salto in avanti nella digitalizzazione dell’agenzia mettendo i professionisti nella condizione, da ora in poi (quindi anche a emergenza finita) di poter lavorare in qualsiasi luogo, spostandosi il meno possibile. Abbiamo creato l’agenzia virtuale, un sito in cui ogni agenzia può ricevere virtualmente i propri clienti e fissare appuntamenti, visionare appartamenti anche con i virtual tour, abbiamo predisposto tutti i form per la valutazione a distanza, abbiamo dato un software che permette di “fare zona” cercando nuovi incarichi utilizzando la geolocalizzazione; un volantino virtuale, un market report digitale, un portale per pubblicare le proposte, la firma digitale per poter firmare gli accordi a distanza. Insomma, in due mesi abbiamo fatto un salto che avrebbe richiesto almeno tre anni in tempi normali, barcamenandosi nell’attività quotidiana. Difficilmente torneremo indietro rispetto a questo risultato, una volta raggiunto. Siamo soddisfatti perché vediamo buoni riscontri”.

Come cambierà il rapporto tra l’agente immobiliare e il cliente?

Diventerà più facile perché l’incontro può avvenire anche solo virtualmente, si riduce il tempo perso e si aumneta l’efficienza della scelta, fornendo al cliente tutti gli strumenti per poter dare una prima visione agli appartamenti disponibili secondo il profilo ricercato, per individuare una rosa ristretta di possibili scelte da visitare di persona e probabilmente acquistare. Il tutto evitando sia all’agente che al cliente di perdere tempo nel cosiddetto turismo immobiliare in cui si visionano molti appartamenti la cui maggioranza sono inadeguati alla richiesta. In più si libera tempo per una consulenza più qualificata: nel momento in cui una prima selezione la fa già il cliente in autonomia, l’agente può meglio dedicarsi a consigliarlo sugli interventi da fare, su come acquistare, se in asta, con mutuo, con assicurazione, a seconda delle esigenze e del budget a disposizione. Il che rappresenta un miglioramento anche umano e professionale per l’agente stesso.

Qual è il vostro sentiment sul mercato immobiliare nei prossimi mesi?

Rispetto alle previsioni di Nomisma, va detto che se si prende il numero di transazioni previste e si sottraggono i mesi di inattività, si parla di un calo possibile del 20%. Ma se si riparte con le nuove modalità di cui sopra, con un po’ di fortuna e abilità potrebbe esserci un recupero tale da ridurre il gap, per poter tornare l’anno prossimo ai livelli pre covid. Le opportunità perché ciò avvenga ci sono, ovviamente bisogna saperle cogliere, a meno di nuove chiusure forzate. Le persone hanno voglia di comprare, cambiare, migliorare casa, al netto delle categorie che essendo state colpite economicamente oggi fanno i conti con la propria sopravvivenza. Ma tra chi ha possibilità la voglia di tornare a investire è molta, anche alla luce dell’aver compreso i limiti della propria casa dopo averci passato mesi chiusi dentro: la nuova domanda va intercettata.

Su cosa si orienta la nuova domanda abitativa?

Abitare in un posto senza spazi all’esterno, da usare poco più che per dormire, oggi non basta più. Ci si orienta verso spazi più ampi, con aree esterne, non più necessariamente in centro, con aree da destinare all’attività lavorativa in previsione di una possibile alternanza di lavoro casa-ufficio. Poi c’è tutto il mondo della riqualificazione: vivere in un palazzo riqualificato garantisce un’altra qualità di vita, con meno spese e maggior valore per la casa. Ormai anche questa è diventata una richiesta primaria. C’è poi un ravvivato interesse per le seconde case: con la necessità di restare in Italia e la maggiore diffidenza ad andare in albergo o appartamento in affitto turistico avere una casa vacanza diventa importante.

Super bonus per le ristrutturazioni per la ripresa
Come agisce Gabetti relativamente alle riqualificazioni?

Noi facciamo delle riqualificazioni un cavallo di battaglia già dal progetto Condominio, e poi dal 2018 con il progetto Home Together di cui a gennaio scorso abbiamo tenuto la seconda edizione. La possibilità di effettuare interventi di riqualificazione utilizzando i bonus previsti è stata ulteriormente arricchita dal superbonus, che consente anche ai condomini più vetusti di beneficiare di una totale ristrutturazione a costo zero, solo cedendo a noi il previsto credito di imposta, oltre al risparmio energetico che si traduce in risparmio in bolletta. Il solo costo da sostenere, al netto degli interventi che non sono oggetto di bonus, consiste nella nostra provvigione, conteggiata comunque all’interno dell’incentivo, e la direzione lavori che deve essere eseguita da un soggetto indipendente.

Come funziona concretamente?

Le segnalazioni di possibili interventi ci pervengono tramite sito, attraverso i nostri amministratori di condominio (oltre 8 mila), 1200 agenzie di cui 200 appositamente formate con team sul territorio con imprese e tecnici. E poi c’è il nostro segmento corporate che gestisce interventi per clienti più strutturati. Gabetti ha come partner aziende che coprono tutta la filiera della ristrutturazione; il general contractor si occupa di tutto e a fine lavori incamera il credito di imposta permettendo a chi affronta i lavori di sborsare solo una parte delle spese o nulla addirittura, nel caso del superbonus. Già con i bonus precedenti gli incentivi fiscali andavano dal 30 all’85% a seconda dell’intervento. L’anno scorso Gabetti ha preso in carico 108 interventi di riqualificazione, quest’anno ne faremo probabilmente almeno il doppio.

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